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150 euro di ipocrisia.

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Avrete già letto più di qualche post o vignetta che ridicolizza questo comportamento tutto italico. Ma desidero sottolineare alcuni aspetti. Non sono mai stato un grande sostenitore dell’App Immuni, non tanto per la funzione in sé (sacrosanta), ma per le modalità con cui si sarebbero dovute svolgere le procedure seguenti. In particolare mi irritava l’idea alla base: “se sei (anche solo lontanamente) stato esposto al rischio contagio, chiuditi in casa, poi vedremo se, e cosa fare in caso ti ammalassi”. Tipicamente italiano, scaricare sul cittadino le inefficienze dello Stato. Avrebbe dovuto essere “Se sei stato esposto a rischio, ti facciamo un tampone entro 24 ore e accertiamo la tua negatività”. Fantascienza.

Ma il problema invece, sin da subito, ancora prima che fosse possibile scaricarla, era la PRIVACY. Ci vogliono tracciare! Vogliono sapere tutto di noi. Orrore!

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Peccato che l’App Immuni sia da sempre anonima, non usi GPS, e i dati siano inutilizzabili da terze parte, ma l’ombra orwelliana del Grande fratello impiccione è diventata la scusa più usata per dichiararne la morte prematura ed inesorabile. Poi però, con tutt’altri fini arriva lo sconto di 150 euro di cash-back per cui devi:

  • registrarti sull’app IO dei servizi pubblici accedendo tramite l’identità digitale SPID (o con CIE)
  • inserire il tuo codice fiscale,
  • inserire le informazioni relative alle carte di pagamento che vuoi collegare
  • dichiarare l’Iban del conto corrente su cui ricevere il rimborso,
  • e lasciarti tracciare ogni acquisto.

Ed improvvisamente non c’è più nulla di cui vergognarsi, o da nascondere. Ridicoli.

Non entro nel merito dell’efficacia del provvedimento per l’emersione del “nero”, che reputo ridicola (visto che il vantaggio non regge il paragone con il risparmio del 22 % sull’intero importo senza emissione della fattura, e non su un tetto di 15 euro a transazione). Ma rimane l’ipocrisia della tanto blasonata privacy.

Ricordate la massima “se è gratis il prodotto sei tu”? Se non solo è gratis, ma vi danno anche 150 euro, il prodotto cosa sarà? Sveglia!

Da un lato blocchi un paese, dall’altro sventoli “marchette per le allodole” per far ripartire i consumi. Perché parliamoci chiaro: l’unico intento vero della lotteria del cash-back è quello di farvi spendere. L’Italia sta accumulando nei conti correnti come mai prima (4200 miliardi), e questo non è bene per un’economia basata sul debito. Per rimettere in moto i consumi non sarebbe stato più opportuno fare un patentino digitale che dava accesso alla libera circolazione dei cittadini e le loro attività previo tampone negativo ogni settimana? La tecnologia c’è. Ma la burocrazia per crearlo sarebbe stata infinita.

Infatti, raccontata in breve, l’Italia funziona così: se c’è bisogno di innovare, si crea un ministero per l’innovazione. Quindi un ministro crea una commissione che decide cosa innovare. Poi vengono fatti dei bandi pubblici con iter burocratici che non essendo ancora innovati, funzionano come prima e favoriranno tutti quelli che non desiderano affatto innovare (perché non si aggiudicherebbero più gli appalti). Quindi si sprecano un sacco di soldi e tempo, col risultato di creare il nuovo “insuccesso politico” che servirà a vincere le elezioni dal prossimo governo innovatore. E così via.

Ma tanto avremo 150 euro, a patto di svuotare i nostri conti correnti.

Il crash dell’app Io per accedere al cash-back con l’immane numero di accessi è l’emblema di quest’Italia che si solleva in massa per la propria libertà… di essere presa in giro.

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