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    Saronno: “Angeli (finti) e demoni”

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    Ricordate l’agghiacciante vicenda riguardante l’arresto di una infermiera, Laura Taroni, dell’Ospedale di Saronno, e del suo amante, Primario dello stesso Ospedale, arrestati poco più di un anno fa per aver ucciso un numero ancora imprecisato di pazienti?

    “Ho voglia di uccidere, ogni tanto ne sento il bisogno…”

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    Così, confessando con innocente semplicità questa sua “innocua” esigenza, Laura Taroni, infermiera killer dell’Ospedale di Saronno, si presentò davanti a Dio e agli uomini come l’essere trascendente che incarna la più raffinata evoluzione spirituale della specie umana: basta con la paura della morte, soprattutto se è quella degli altri, basta con i dubbi struggenti dell’accanimento terapeutico, basta con l’esaltazione beatificante del dolore inteso come momento catartico e di espiazione dei propri e degli altrui peccati! Con lei e il suo amante sono scesi fra di noi i nuovi ‘angeli’ che dopo aver modernamente sostituito la spada infuocata con aghi e siringhe, si sono occupati con scrupolo di offrire anime più o meno  sofferenti  alla falce dell’estrema livellatrice!

    E per non ingenerare equivoci (si sa, la materia è delicata…), Laura e la sua illuminata anima gemella, nientemeno che il suo stesso Primario, avevano addirittura istituito una sorta di “protocollo” (mai privarsi del conforto scientifico!), chiamato per l’appunto “protocollo Cazzaniga” che ha conferito all’operato demoniaco dei due ‘angeli’ il supporto di una metodologia affidabile e riconosciuta: la loro lucida follia omicida!

    E’ di queste settimane la sentenza di condanna a 30 anni di carcere da parte del tribunale per la diavolessa in camice bianco.

    Sapete qual è stata l’immediata reazione della dolce Laura?

    Pianto? No! Rimorso? No! Vergogna? No!

    Con voce calma e serafica ha subito rivolto al suo avvocato l’ovvia domanda: “Bene. Quale sarà la nostra prossima mossa?”

    Perdonate se non mi riesce di commentare!

    Roberto Timelli

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