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Russia, l’atomica che non ti aspetti!

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La Banca centrale russa ha agganciato e fissato il valore del rublo all’oro: a partire dal 28 marzo e sino al 30 giugno prossimo: pagherà 5.000 rubli per un grammo d’oro. Con la fissazione del cambio rigido tra rublo ed oro, sia pure per un periodo di tempo limitato, si aggiunge un altro tassello alla battaglia economica su scala globale che è ormai evidente e dilagante.

Vladimir Putin, dopo aver stabilito che il gas russo debba essere pagato in rubli, ha agganciato il rublo all’oro: due misure che determinano, da una parte una forte rivalutazione della moneta russa, ripotandola ai valori precedenti rispetto alle sanzioni occidentali, e dall’altra un elemento di forte tensione e destabilizzazione sui mercati finanziari e sul dollaro statunitense un particolare.

Offrendo di comprare oro dalle banche russe a un prezzo fisso di 5000 rubli al grammo, la Banca di Russia ha collegato il rublo all’oro, finora scambiato in dollari USA.

Certo, sarà dal 29 marzo prossimo che potremo capire meglio gli effetti davvero planetari di questa mossa di Putin, ma qualche considerazione, oltre a qualche ricaduta, possiamo immaginarla fin da ora.

Il rublo, scambiato fino a poco tempo fa a circa 100 rubli per 1 dollaro americano, si sta, già in questi giorni, rafforzando e si sta avvicinando a 80 rubli per 1 dollaro americano. Perché? 

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Perché l’oro viene scambiato sui mercati internazionali a circa 62 dollari al grammo e quindi 5000/62 = circa 80,5. Ed è su questa base che si sta orientando il mercato. In caso contrario, con un cambio 1 dollaro pari a 100 rubli, converrebbe a tutti acquistare l’oro in rubli perché l’equazione diverrebbe 1 grammo uguale 5000 rubli uguale 50 dollari invece di 62!

Questa manovra da parte della Banca Centrale Russa, ha un effetto del tipo “altalena del tronco”: se si cercherà di indebolire il rublo, gli effetti sul mercato importantissimo dell’oro verrà sconvolto a danno dell’attuale sistema internazionale incentrato sul dollaro.  Se, al contrario, si accetterà di rivalutare il rublo, già decisivo per l’acquisto di gas e petrolio, come imposto da Putin in risposta alle sanzioni, la Russia si ritroverà con una moneta fortemente rivalutata!

Insomma, per riassumere: se la Russia, che è il più grande esportatore di gas naturale del mondo e il terzo esportatore di petrolio, impone agli acquirenti stranieri di pagare il suo gas naturale usando rubli, ecco che scatta immediatamente il collegamento del prezzo del gas naturale ai rubli e (a causa del legame fisso con l’oro) al prezzo dell’oro stesso. 

Lo stesso vale per il petrolio russo con un immediato ancoraggio indiretto all’oro. Inoltre, la Russia potrebbe iniziare ad accettare direttamente l’oro in pagamento per le sue esportazioni di petrolio e di gas.

Per finire, diciamo che,  giocando su entrambi i lati dell’equazione, cioè collegando il rublo all’oro e poi collegando i pagamenti energetici al rublo, la Banca di Russia e il Cremlino stanno alterando fondamentalmente l’intero presupposto di funzionamento del sistema commerciale globale, accelerando al contempo il cambiamento del sistema monetario planetario. La massa di acquirenti in cerca di oro fisico per pagare le materie prime reali potrebbe silurare e far saltare i mercati, e quello  dell’oro in particolare.

Gli acquirenti, cioè, potrebbero precipitarsi a comprare oro fisico per pagare le esportazioni di petrolio russo, e questo creerebbe enormi tensioni nei mercati dell’oro cartaceo di Londra e New York, dove l’intera scoperta del “prezzo dell’oro” è basata su “oro” sintetico e frazionato, regolato in contanti e “derivati” sul prezzo dell’oro. Inoltre, se la Russia inizia ad accettare il pagamento del petrolio in oro, allora altri paesi potrebbero decidere di seguirne l’esempio…

E il  dollaro USA?

Dal 1971, lo status di riserva globale del dollaro USA è stato sostenuto dal petrolio, e l’era dei petrodollari è stata possibile grazie all’uso continuo di dollari USA nel mondo per commerciare il petrolio e alla capacità degli USA di impedire qualsiasi concorrente alla sua moneta. Ma quello che stiamo vedendo ora sembra l’inizio della fine di quel sistema cinquantennale e la nascita di un nuovo sistema monetario multilaterale sostenuto da oro e materie prime. Mentre è ancora troppo presto per dire come il dollaro USA sarà influenzato da questi sviluppi, sembra tuttavia certo che uscirà da questo periodo più debole e meno influente di prima.

Roberto Timelli

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