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Criptomiliardari: perdite per 60 miliardi di dollari

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Nel mondo volatile delle criptovalute le fortune salgono e scendono. Nelle ultime settimane però, si sono mosse solo in una direzione: verso il basso.

Il valore totale di tutti i token di criptovaluta in circolazione è sceso di oltre il 26%. In particolare il Bitcoin è sceso del 25% dall’11 marzo. In quel periodo si contavano  19 miliardari di criptovalute, oggi sono diventati 16.

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Per i magnati i cui patrimoni netti sono legati ai prezzi dei token e alle azioni di società crittografiche, sono state settimane difficili. Secondo le yltime stime, undici delle persone più ricche del settore hanno perso collettivamente quasi 60 miliardi di dollari, poiché il crollo delle criptovalute ha spazzato via quasi 400 miliardi di dollari di valore di mercato.

Le perdite di CZ

Una persona in particolare ha subito la stragrande maggioranza di quella perdita. Il ceo di Binance Changpeng Zhao (CZ) era la persona più ricca a marzo, con un patrimonio di 65 miliardi di dollari. Oggi, si stima che sia sceso a 17,4 miliardi di dollari, sulla base del calo di Coinbase. Ma CZ non sembra essere preoccupato. Il miliardario, che in precedenza aveva accantonato le speculazioni sul suo patrimonio netto, ha twittato nei giorni scorsi: “Dobbiamo rispettare il mercato. Va su e giù ciclicamente. E soprattutto non segue sempre un senso”.

Brian Armstrong e Fred Ehrsam, fondatori dell’exchange di criptovalute Coinbase, quotato in borsa, hanno entrambi perso più della metà delle loro fortune. Armstrong, ceo di Coinbase, vale 2,8 miliardi di dollari, in calo rispetto ai 6,6 miliardi di dollari dell’11 marzo. Ehrsam, che ha lasciato l’azienda nel 2017, è uscito dal “club dei miliardari”;  il suo patrimonio netto è stimato a 986 milioni di dollari. Le azioni di Coinbase, che hanno chiuso venerdì a 67,87 dollari, sono scese del 57% dall’11 marzo e dell’80% dal loro massimo storico di 343 dollari dello scorso novembre.

Armstrong nega comunque che Coinbase sia a rischio fallimento, dopo una dichiarazione pubblica che aveva spaventato gli investitori.

Microstrategy perde il 47%

Michael Saylor, potenza dei Bitcoin e ceo della società di software Microstrategy, non è più un miliardario. La turbolenza del mercato è stata un doppio colpo per Saylor: è stata colpita infatti la sua scorta personale di 17.732 bitcoin e il suo titolo MicroStrategy è sceso del 47% dall’11 marzo.

Le azioni di MicroStrategy sono strettamente correlate ai prezzi dei Bitcoin, perché la società ha speso oltre 4,5 miliardi di dollari per la criptovaluta, a un prezzo medio di acquisto di 30.700 dollari per token. 

Jed McCaleb e Chris Larsen, i due co-fondatori di Ripple, il sistema di pagamento basato su blockchain, hanno perso rispettivamente 300 milioni di dollari e 1,1 miliardi. XRP (il token nativo di Ripple) è sceso di quasi il 50%. Anche il venture capitalist Tim Draper, che ha acquistato circa 30.000 bitcoin nel 2014 da un’asta del governo statunitense dei bitcoin confiscati di Silk Road, ha lasciato il club delle tre virgole.

Rischi più alti per i piccoli investitori

Le partecipazioni dei magnati delle criptovalute le cui fortune sono legate a società sostenute da venture capital non sono ancora state ridimensionate, almeno per ora. Ecco perché Sam Bankman-Fried, il fondatore della piattaforma di trading di criptovalute FTX, vale ancora 21 miliardi di dollari, in calo di soli 3 miliardi da marzo. FTX ha raccolto  400 milioni di dollari a gennaio con una valutazione di 32 miliardi, con investitori istituzionali come l’Ontario Teachers’ Pension Plan Board che hanno deciso di sedersi al tavolo delle criptovalute. Giovedì, Bankman-Fried ha rivelato di voler approfittare della recessione e di aver costruito una partecipazione del 7,6% in Robinhood, un’app di trading popolare tra gli investitori in criptovalute e gli investitori di azioni al dettaglio.

Lo stesso vale per Cameron e Tyler Winklevoss, i “nemici” del college di Mark Zuckerberg, diventati miliardari attraverso i Bitcoin. Le partecipazioni in Bitcoin dei gemelli sono crollate, ma Gemini, l’exchange di criptovalute privato che hanno fondato e gestito, ha ancora un valore di 7,1 miliardi di dollari, sulla base di un round di raccolta fondi a novembre.

Non sorprende che ci sia poca simpatia là fuori per i più ricchi delle criptovalute.

“I criptomiliardari sono ancora criptomiliardari”, dice Scott Welker, un noto investitore di risorse digitali e podcaster. “La preoccupazione più grande sono i piccoli investitori che avevano messo tutto in criptovalute e hanno perso tutto”.

(Fonte Forbes)

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