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INTERVISTA A FRANCESCO SCALA

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 PRESIDENTE DEL PARTITO POLITICO NOSTRA ITALIA DEMOCRATICA

Stiamo assistendo ad uno scontro epocale; da un lato un sistema probabilmente all’epilogo oppure semplicemente in procinto di una radicale mutazione sostenuto da una parte minoritaria ma protetta e promossa da quella stessa mano a cui obbedisce; dall’altro una moltitudine eterogenea e disorganizzata, comunque in fase di risveglio, probabilmente non consapevole del suo numero e della sua capacità effettiva di resistenza e di rinascita.

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L’imperativo è che questi due mondi non devono comunicare; devono guardarsi in cagnesco; intanto è stato eretto un muro: da una parte e dall’altra è stato raccontato o indotta l’idea che il pericolo maggiore proviene e proverrà da quelli che sono dall’altra parte (ai più attempati questa situazione ricorda qualcosa?); è stata instillata l’idea che la peggiore azione che un individuo afferente all’una o all’altra comunità possa compiere è fare “intelligenza con il nemico”. Basta che qualcuno veda due individui di parti diverse dialogare, magari amabilmente, dimostrando ancora capacità (e magari piacere) di gestire una relazione e scatta l’allarme all’interno delle due distinte comunità. Attenzione: il muro di separazione a volte spacca famiglie (marito/moglie, genitori/figli, fratelli e sorelle), comunità di lavoro, amicizie a volte storiche e profonde. Con gradualità siamo stati allontanati, disgregati e con violente accelerazioni è stato eretto il muro (d’altro canto la storia ci insegna che così si fa).

Stiamo parlando di rapporti, di socialità, di aspetti sociologici ed antropologici, stiamo parlando di politica, di esercizio e gestione del potere; non fa alcuna differenza e nemmeno ha importanza stare da una parte oppure dall’altra. Nella nostra dimensione siamo sempre e solo masse da manipolare, gregge da condurre e ricondurre, uomini potenziali lupi di altri uomini. L’unica nostra possibilità di affrancarci da questa condizione è quella di sviluppare consapevolezza della nostra reale forza e farlo crescendo attraverso la relazione, l’interlocuzione con l’altro e gli altri, imparando a gestire la complessità; in questo modo il muro divisorio collassa ed i due greggi si accorgono non solo di essere in numero preponderante rispetto a chi finora li ha condotti e ricondotti con bastone (molto) e carota (poca) ma che, stando insieme ed imparando a stare insieme, si affrontano con più efficacia gli accidenti e le traversie che la natura ci para talvolta davanti, anzi ci si esercita a commutare quelle traversie in opportunità.

Saper stare insieme vuol dire fare politica ed imparare ad usare gli strumenti e sfruttare le occasioni che questa prevede. In questa fase complessa ed arroventata il popolo ha un’occasione micidiale: le elezioni amministrative che si tengono il prossimo ottobre che riguardano le principali città italiane; più del 20% degli italiani chiamati alle urne e l’ammucchiata dei partiti al governo terrorizzati dal responso delle urne in un momento in cui sono stati costretti (perché qualcuno glielo ha ordinato) ad accelerare ed incattivirsi.

Sono un’occasione ghiottissima a patto che si comprenda che a restar separati si fa il gioco di chi ci ha divisi e vuole mantenerci così; a patto che, insieme, si guardi al futuro ed al benessere delle giovani generazioni; a patto che ciascuno ricominci a pensare con la propria testa e non secondo gli slogan  che ci martellano ininterrottamente; a patto di volere e saper riattribuire senso a parole e concetti chiave che sono alla base del patto sociale quali: Lavoro,pilastro fondamentale della nostra Carta Costituzionale, esso, ancorché duro, è un percorso trasformativo che accompagna ciascun individuo al riconoscimento della propria dignità di essere umano, di “persona”, e conseguentemente costituisce il canale per riconoscere altrettanta dignità e valore agli altri membri della comunità, fratelli e compartecipi dello stesso percorso; Diritto,intesocome principio primo regolante lo stare insieme, l’essere comunità, non come limite/barriera tra singoli individui;  Legalità; Sicurezza; Essere comunità:la società non è la somma di individui distinti ma il luogo dove si sviluppano e vengono “contenute” relazioni, istanze, bisogni, soluzioni, innovazioni necessarie alla miglior vita di tutti e di ciascuno; il valore di una comunità è di gran lunga superiore alla somma del valore dei singoli componenti; essere comunità significa saper essere inclusivi, ascoltare le ragioni e le emozioni degli altri e comportarsi strategicamente di conseguenza con lucidità, rispetto, empatia, capacità di coinvolgimento; Identità: è il nucleo profondo vitale di una comunità; è il collante e la chiave di accesso al patrimonio immateriale condiviso; Discontinuità; è evidente la necessità di una discontinuità; sancirla, disgrega immediatamente la fatiscente narrazione;Einstein diceva: “non puoi pensare di risolvere un problema restando allo stesso livello di conoscenza (n.d.r.: di profondità, di dinamica e di azione) che lo ha generato”; Respons-abilità cioè capacità/abilità di trovare risposte, elaborare soluzioni.

Queste parole chiave tracciano il perimetro ed insieme enunciano l’essenza di Nostra Italia Democratica, ne danno la cifra e la missione: un nuovo soggetto politico organizzato che sa ascoltare, sa pensare ed elaborare soluzione ed ha rispetto di sé stesso e della Comunità; sa che “è nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere superato”; infine, che “la creatività è contagiosa: trasmettila!” (cit. da Einstein).

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