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Un’Isola del Sole chiamata ‘Grado’!

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Settembre è, da sempre, un mese davvero particolare: è l’ultimo brandello d’estate che lascia progressivamente il campo, nei colori e nelle temperature, all’autunno ed è anche  lo spartiacque che segna la generale ripresa di attività lavorative e scolastiche.

Ma settembre è anche il mese più gradito a chi, potendo staccarsi dai propri  impegni,  si affida proprio a questo periodo per godersi  una vacanza lontano dagli schiamazzi ferragostani e da quel ‘tutto esaurito’ che non sempre si coniuga felicemente con riposo e serenità.

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Anche in questo sconvolgente 2020, anno bisestile che ricorderemo per il suo impatto drammatico sulle nostre vite, il mese di settembre non rinuncia alle sue prerogative, anzi, lasciatosi alle spalle la fase più terribile e virulenta della Pandemia, si propone come un momento di riavvicinamento a quella ’normalità’ di cui tutti sentiamo l’assoluto bisogno.

E quale località può essere più gratificante e coerente con questa nostra necessità di un’isola, un’isola davvero felice e sanificatrice come Grado?

Incastonata nel mare del Friuli Venezia Giulia, con 10 km di spiaggia sabbiosa, Grado, l’isola del Sole, offre, fra l’altro, 40 km di piste ciclabili e la possibilità di praticare innumerevoli sport all’aria aperta che vengono proposti da un nutrito numero di operatori.

La sua interminabile spiaggia rivolta a sud e sempre assolata, l’aria ionizzata del mare e gli ampi spazi garantiscono di poter godere una vacanza serena, arricchita da una giusta dose di ottima cucina marinara, prodotti a km zero, buon vino, riposo, divertimento e relax. Insomma, un autentico elisir di lunga vita posto in un indimenticabile “luogo dell’anima”, come lo definì Pier Paolo Pasolini, che scelse la sua laguna per girare Medea, uno dei suoi capolavori.

Questo suggestivo borgo di pescatori dall’antichissima storia, trasformatosi negli anni in una vivace ed elegante località turistica,  oggi conosciuto come l'”Isola del Sole”, è la perla delle località marine del Friuli Venezia Giulia.

Con la sua prestigiosa tradizione di ospitalità come località salutare e di benessere, mette a disposizione degli ospiti il più ampio ventaglio di strutture ricettive, adatte a ogni singola esigenza e particolarmente impegnate nella gestione delle necessarie sanificazioni, in grado di garantire indipendenza di relazioni e distanze.

Non mancano, naturalmente, i richiami di chi ama la natura ‘incontaminata’, come accade per i santuari naturali dell’Isola della Cona (coi suoi cavalli Camargue) e di Valle Cavanata (splendida oasi dove hanno trovato il loro habitat naturale molte specie di uccelli) e quelli spirituali, come le stupende chiese paleocristiane del caratteristico centro storico di Grado o la basilica di Aquileia, distante una decina di km dall’isola.

Una laguna davvero ‘incantata’


La laguna di Grado si estende per oltre 16.000 ettari di terra e di mare. Si tratta di 32 chilometri compresi fra le foci dell’Isonzo e del Tagliamento che ospitano un delicato ecosistema e danno vita a un paesaggio unico, incontaminato, punteggiato da un centinaio di isolotti.

Storia e prestigio

Grado deve la sua nascita ad Aquileia, centro  dell’Impero romano di cui era lo scalo marittimo. Ora, è il principale sito archeologico del Nord Italia, dichiaratoPatrimonio dell’Umanitàdall’Unesco.

Gli aquileiesi, narra la Storia, si rifugiarono sull’isola nel V secolo, dopo che la città era stata messa a ferro e fuoco dagli Unni di Attila. Sede dal 586 del Patriarca, Grado conserva di quel periodo alcuni splendidi monumenti (la Basilica di Sant’Eufemia, il Battistero, la Chiesa di Santa Maria delle Grazie)che costituiscono il nucleo del suo incantevole centro storico, cioè quella città vecchia che mantiene il fascino dell’originario e suggestivo borgo di pescatori.

Il suo porto-canale, che dal mare si spinge fino nel cuore della cittadina,  ospita, ogni giorno, le barche dei pescatori che scaricano pesce e molluschi che riforniscono le cucine delle trattorie e dei ristoranti, dove spicca, fra i piatti che vengono serviti, il boreto, antica specialità gradese preparata con vari pesci locali cucinati con aglio, pepe, olio e aceto.

La spiaggia della ‘Mitteleuropa’


Nel 1800, Grado divenne la meta privilegiata della buona borghesia e della nobiltà asburgica che, nel giro di qualche decennio, la fecero diventare il luogo di villeggiatura marina più alla moda dell’Impero, grazie allo splendido paesaggio lagunare, la lunga spiaggia dorata e, soprattutto, le portentose e riconosciute proprietà terapeutiche della sabbia che la fecero definire ufficialmente dalle autorità austriache come “località termale”. Del resto, ancora oggi Grado vanta la presenza del Centro sabbiature, unico in Italia, che sfrutta i positivi effetti della sabbia ricca di minerali benefici.

Sulla  sua spiaggia, sventola da più di 30 anni la Bandiera Blu.

Roberto Timelli

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