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Italiani lasciati all’estero: noi delusi ed abbandonati.

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“Non lasceremo indietro nessuno!”

“Non sappiamo che cosa si intenda, in questo caso, per ‘indietro’, ma diverse migliaia di connazionali, italiani come me, si stanno chiedendo come mai questo nobile concetto non si estenda a chi si trovi in varie parti del mondo senza la possibilità di tornare a casa propria in Italia.”

Storie di ordinario abbandono

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E’ questo lo sfogo, del tutto condivisibile, di Daniel Turrini, guida turistica di professione, occasionalmente a Panama per un ‘breve’ periodo di ferie e ora, suo malgrado, portavoce di un folto gruppo di italiani bloccati a Panama da marzo senza possibilità di muoversi e di poter vedere la fine di questo incubo.

“Vista la drammatica situazione che si è creata, abbiamo attivato uno specifico ‘Comitato italiani bloccati a Panama’ che cerca di far sentire la nostra voce in questo contesto, davvero nebuloso.

Dobbiamo, per prima cosa lamentare il fatto che né la Farnesina né l’Ambasciata Italiana a Panama stiano facendo abbastanza per coloro che hanno necessità di rientrare in Patria. Non si tratta di una opinione o della sensazione di un singolo, ma della certezza di un gruppo di persone che si sentono abbandonate a se stesse pur essendo cittadini di uno dei Paesi più importanti del mondo.

Se siamo arrivati a creare un comitato è proprio per la necessità che sentiamo e per il senso di abbandono istituzionale a cui siamo sottoposti.

Per chiarire, ricordiamo che qui, a Panama, la quarantena è iniziata nella seconda metà di marzo in forma estremamente restrittiva.

A queste difficili condizioni, si aggiunge il fatto che nessun volo di rimpatrio è stato organizzato dal Governo Italiano per il rientro dalla Repubblica di Panama dei propri concittadini.

Abbiamo anche appreso (atto n. 4-03321 pubblicato il 5 maggio 2020, nella seduta n. 213),  che l’Italia non ha utilizzato nella stessa misura di altri paesi europei il Meccanismo Europeo di protezione civile per il rimpatrio dei propri cittadini bloccati all’estero a causa dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Risulta infatti che i cittadini italiani rimpatriati mediante tale meccanismo siano 1133 a fronte dei ben 32.280 rimpatriati dalla Germania. Inoltre, non avendo il Governo Italiano fatto richiesta del suddetto strumento, quei pochi che sono riusciti a imbarcarsi sono andati incontro a veri e propri salassi economici da aggiungere ai soldi già spesi per voli cancellati da varie compagnie aeree e, soprattutto, ai pesanti costi indotti da una forzata permanenza in territorio straniero. 

È intollerabile la mancanza di iniziative in questo senso, visto e considerato che i meccanismi esistono e non devono essere inventati, ma solo applicati dai funzionari e dal Ministero.

Ricordiamo, inoltre, che qui a Panama ci sono persone che realmente hanno urgenza e necessità di tornare in Italia, come accade, fra l’altro, per molti anziani o, addirittura, persone che hanno patologie e necessità di cure mediche urgenti. Situazioni, insomma, davvero molto gravi.

Al contrario, siamo regolarmente sottoposti al sadico rito di viaggi di ritorno che regolarmente vengono annunciati e poi annullati o cancellati all’ultimo minuto dopo che, come accade frequentemente, per raggiungere l’aeroporto in questione, spesso in città diverse da quello di Panama City, abbiamo dovuto sobbarcarci ore di trasferimento con ‘armi e bagagli’ per poi riprenderci tutto e tornare indietro!

Detto questo, chiediamo, con urgenza, che venga organizzato un volo che porti in Italia, e non in altro paese europeo,  TUTTI i cittadini che ne hanno fatto richiesta e che si trovano attualmente nella Repubblica di Panama.

Qui ci sono persone che realmente stanno soffrendo e tutti ci sentiamo abbandonati al nostro destino.”

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