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Aziende in allarme rosso: “Se i provvedimenti tardano…”

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Milano Glass Tech, con i suoi attuali 20 dipendenti, è una delle tantissime piccole imprese che hanno da sempre costituito la spina dorsale della struttura produttiva italiana. Si trova a Paullo, al centro di un triangolo strategico che ha come vertici Milano, Lodi e Crema. Un triangolo, aggiungiamo noi, che sembra disegnato dal righello maledetto del Covid-19!

L’azienda, che attualmente dà lavoro a 20 dipendenti (meno, quindi, dei circa 70 di qualche anno fa), opera nel settore vetrario, cioè della trasformazione e della lavorazione della ‘materia’ vetro nell’edilizia: finestre, vetrate tecniche, facciate oltre che arredamento, sempre, naturalmente, in vetro.

L\'articolo è offerto da
Enrico Pavesi titolare.

Enrico Pavesi, figlio del titolare che affianca nella guida e nella gestione dell’azienda, affronta con noi qualche riflessione sul drammatico momento economico, oltre che sanitario, che sta vivendo il nostro Paese.

Che impatto ha avuto lo tsunami Covid-19 sul vostro settore e, naturalmente, sulla sua azienda?

Un brutto colpo, soprattutto se si considera che già prima dell’esplosione epidemica il nostro settore, come tanti altri, non stava vivendo momenti felici.

Ora le cose sono, naturalmente, peggiorate, e non poco, con l’aggravante di un sostegno da parte del Governo che sostanzialmente non c’è. Per essere chiari: anche aziende fondamentalmente sane, come la nostra, si trovano ora con una liquidità ridotta al lumicino e la conseguenza immediata di gravi difficoltà sul piano finanziario.

Ci risulta che, nonostante i molti annunci di sostegno all’economia e alle imprese formulati dal Governo, siano davvero molte le aziende che denunciano l’assenza o il forte ritardo di interventi reali…

Verissimo, e con tutte le conseguenze che questo comporta per l’impresa, per i dipendenti dell’impresa e per noi imprenditori con le nostre famiglie. Non dimentichiamo che nemmeno le famiglie degli imprenditori vivono d’aria!

Detto questo, le confesso di aver perso ogni speranza, almeno per quanto riguarda il sostegno immediato da parte del Governo. Per nostra fortuna, possiamo vantare il fatto di essere proprietari sia dei “muri” dell’azienda, sia di molti dei macchinari che utilizziamo, già ammortizzati e del tutto ‘nostri’, cosa questa che ci alleggerisce da costi, cioè da debiti che ora sarebbe davvero difficile sostenere.

Ecco allora che il nostro impegno, e la nostra volontà nell’immediato, è quella di procedere contando sostanzialmente sulle mostre sole forze. Certo, questa nostra scelta, in una fase critica e comunque difficile come quella attuale, non potrà durare a lungo e auspico fortemente, anche a nome delle altre aziende che si trovano nella stessa nostra situazione, che a brevissimo, cioè fra giorni/settimane e non mesi, si possa davvero accedere a quelle erogazioni bancarie garantite dallo Stato di cui tanto si parla.

Una boccata di ossigeno, mi pare di capire, assolutamente indispensabile per poter proseguire la propria attività…

Schermi protettivi anti-covid19.

E’ proprio così e mi creda, stiamo tutti col fiato sospeso perché qualche ulteriore intoppo, o qualche ulteriore lentezza o incertezza da parte del Governo centrale, comporterebbe per noi, per il nostro settore, ma anche per l’intero Paese, il rischio di default irrimediabile.

Noi, come imprenditori, abbiamo il dovere di essere positivi per noi e per i nostri collaboratori, e auspico davvero che il mercato non faccia strage di imprese, quelle italiane, che hanno sempre dimostrato di possedere un valore aggiunto davvero speciale. Ma la speranza è nulla senza il sostegno e l’intervento attento e sollecito del Governo, soprattutto se pensiamo a quello che stanno mettendo in campo i nostri competitor di altri Paesi europei!

Un analista internazionale ha recentemente affermato che il Covid-19 abbia decretato la fine della globalizzazione…

Non c’è dubbio che un fenomeno come quello della pandemia abbia e avrà ampie ripercussioni che riguarderanno anche il cosiddetto mercato globale, cosa che, del resto, sta già avvenendo. Sono convinto che la cosìddetta globalizzazione andrà ripensata e rimodulata e, nello stesso tempo, noi operatori economici dovremo imparare, e in fretta, ad essere più flessibili e adattabili!

Roberto Timelli

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