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Coronavirus, parla il sindaco di Nembro: “Responsabilità di Governo e Regione”

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Nembro, Valseriana
Parla il sindaco Claudio Cancelli

Sindaco, il trend in Lombardia sembra essere in calo. Anche a Nembro è stata registrata una diminuzione dei contagi?

“Dai dati che riceviamo dalla Prefettura, il trend dei contagi è in calo. Negli ultimi 10 giorni abbiamo avuto in alcuni nessun contagio in più, in altri 1-2 contagi al giorno su oltre 200 casi già registrati. Nel periodo iniziale i tassi di crescita erano anche superiori al 25-30%. Un crollo deciso dei decessi: ragionando su una settimana nel periodo di metà marzo abbiamo avuto 60 decessi, nell’ultima settimana 5-6: non siamo ancora al trend normale ma abbastanza vicini come tendenza.“

Si parla di numeri sottostimati per i decessi in Lombardia. A Nembro quale potrebbe essere il reale bilancio?

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“Lo studio che abbiamo fatto e pubblicato il 25 marzo evidenziava, sulla base di un’analisi statistica che teneva conto dei dati storici 2015-2019, che il numero risultava sottostimato di 4 volte nei dati ufficiali. Oggi probabilmente, con i dati aggiornati con molto ritardo pervenuti ultimamente, questo fattore risulta essere forse 3. Il dato inoppugnabile è che dal 23 febbraio (inizio della crisi) ad oggi abbiamo avuto 171 decessi contro il dato dell’anno scorso di 21, esattamente 150 decessi in più che inevitabilmente associamo al Coronavirus e ai suoi effetti“.

I primi casi di coronavirus quando sono stati registrati a Nembro?

“I primi due casi in Valle di cui si è venuto a conoscenza il 23 febbraio erano un residente a Nembro e uno a Villa di Serio. E subito il trend di Nembro è stato in fortissima crescita almeno fino a metà marzo, poi ha cominciato a rallentare. Ma dai dati dei decessi e da una stima della mortalità si può dedurre che il numero dei contagiati a Nembro supera il 50%; uno studio lo fissava al 78%“.

Sull’istituzione di Nembro ‘Zona Rossa’ c’è stato uno scontro tra la Regione Lombardia e il Governo.

“La mancata istituzione della zona rossa è dovuta a due elementi. Nelle prime settimane c’è stata una sottovalutazione costante dell’emergenza Covid-19 a tutti i livelli che ci ha visto sempre in ritardo nell’assumere le decisioni più tempestive e decise. In secondo luogo, Governo e Regione Lombardia non hanno avuto il coraggio di ascoltare le indicazioni ormai chiare che le autorità sanitarie avevano fornito, affrontando il problema come fosse di natura politica e non innanzitutto sanitaria. In questo caso, essendo un problema sanitario si dovevano ascoltare le indicazioni dell’Istituto Superiore della Sanità: se l’ISS aveva detto, come sembra ormai evidente, che la zona rossa andava fatta, Regione e Governo INSIEME avrebbero dovuto istituirla e non continuamente discutere tra loro, lasciando passare il tempo e rendendola alla fine una scelta non più adatta ad affrontare la diffusione del contagio che si era ormai allargato in altre aree. La responsabilità è sempre di chi ha il potere di decidere e il dovere di farlo perseguendo il bene comune“.

In Lombardia la mobilità sembra essere aumentata. Ha avuto anche Lei la sensazione di maggiori spostamenti rispetto alle settimane scorse?

“Sì, tanto è vero che a Pasqua e Pasquetta ho fatto un’ordinanza di chiusura di tutti gli esercizi commerciali, proprio perché si notava un flusso di auto e movimenti verso i centri commerciali in crescita. È paradossale ma i dati in miglioramento hanno spinto a sottovalutare l’emergenza come se l’uscita fosse dietro l’angolo e non a perseverare nei comportamenti corretti che ci stavano aiutando. Il rischio di una ripresa del contagio esiste, visto che in termini assoluti i positivi continuano a crescere e potrebbe ripartire qualche focolaio“.

(Fonte: News Mondo)

 

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