Klarna: L’unicorno svedese che si è trasformato in una meteora?
Un tempo acclamata come un “unicorno” della finanza, Klarna, il colosso svedese del “compra ora, paga dopo”, sembra oggi in rotta di collisione. Nonostante un aumento vertiginoso dei ricavi, l’azienda si trova intrappolata in un paradosso finanziario: più il suo business cresce, più le sue perdite sembrano ingigantirsi. La storia di Klarna, come raccontata da Marco Casario, non è solo quella di una startup in difficoltà, ma l’emblema di un’illusione finanziaria che sta implodendo sotto il peso delle sue stesse promesse.
L’idea geniale (e fallace) del BNPL
Il modello di business di Klarna nasce da un’intuizione semplice ma potente di Sebastian Siemiatkowski, fondatore dell’azienda: risolvere il problema dei commercianti che non venivano pagati dai loro clienti. Klarna avrebbe assunto il rischio del mancato pagamento, saldando immediatamente i negozianti e prendendosi poi il compito di riscuotere il debito dai consumatori. Quella che era essenzialmente un’agenzia di recupero crediti è stata trasformata in un brand pop e amichevole con campagne pubblicitarie patinate.
Il successo è stato immediato. Klarna è diventata un’opzione di pagamento onnipresente nell’e-commerce, permettendo ai clienti di suddividere gli acquisti in rate senza interessi. Il volume dei prestiti BNPL è esploso, trasformando Klarna in uno dei cinque unicorni più preziosi della Svezia e spingendo giganti come PayPal a entrare nel settore.
La trappola del debito e le perdite in crescita
Sotto la superficie luccicante, il modello Klarna nascondeva una grave falla. L’estrema facilità con cui si può ottenere un prestito BNPL — con pochissime informazioni richieste e un controllo del credito “soft” — ha attratto come una calamita i consumatori finanziariamente più vulnerabili. L’idea di “comprare ora e pensare alle conseguenze dopo” ha spinto le persone a indebitarsi per acquisti di ogni tipo, creando un “debito impilato” (stacking) difficile da gestire.
L’ironia suprema, secondo il video, è che l’azienda stessa è caduta nella sua trappola. Le perdite sui crediti, ovvero i soldi che i clienti non riescono a restituire, sono aumentate del 17% a 136 milioni di dollari nel primo trimestre del 2025. Per Klarna, che per pagare i negozianti usa spesso il proprio debito, questo si traduce in un costo di rifinanziamento sempre più alto. Nonostante un fatturato di 700 milioni di dollari nello stesso trimestre, la perdita netta reale ammonta a 99 milioni di dollari.
Un futuro incerto e l’ombra del fallimento
Il video sottolinea come la redditività operativa dichiarata da Klarna possa essere vista come un “gioco di prestigio contabile”, un modo per nascondere perdite abissali. L’azienda ha cercato di tagliare i costi, anche con l’uso dell’intelligenza artificiale, ma i tentativi non hanno dato i frutti sperati.
L’ancora di salvezza per Klarna doveva essere l’IPO (Offerta Pubblica Iniziale), rinviata ufficialmente a causa di tensioni internazionali. Tuttavia, l’analisi del video suggerisce che il rinvio potrebbe essere un tentativo di nascondere la vera gravità della situazione finanziaria dell’azienda prima che i documenti contabili vengano esaminati dal pubblico.
In conclusione, il modello BNPL, sebbene appaia come una soluzione moderna e conveniente, rischia di danneggiare un’enorme quantità di persone spingendole in un labirinto di debiti. La storia di Klarna, con la sua crescita frenetica e le sue perdite crescenti, serve da monito: il “compra ora, paga dopo” potrebbe non essere il futuro della finanza, ma piuttosto una bolla pronta a scoppiare, se non gestito con molta più cautela.











