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Confindustria, l’allarme diventa ‘rosso’!

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Ecco i dati di Confindustria – Assosistema sulla grave crisi del settore del turismo e del grave impatto che avrà per le lavanderie industriali operanti in questo settore. Si stima una perdita del fatturato a fine anno di circa 400 milioni di euro e di 5.000 posti di lavoro. Il turismo, com’è noto, è il settore più colpito e quello che uscirà più lentamente dagli effetti della pandemia. Servono, senza indugi, aiuti per le imprese fino alla fine della crisi. 

I dati che emergono da questo studio, che tiene in considerazione per data ultima il 30 settembre, sono davvero più che preoccupanti, la crisi nel settore del turismo ha trascinato non solo albergatori e ristoratori ma anche aziende a loro strettamente collegate come le lavanderie industriale. Le quali impegnano capitali per garantire ingenti acquisti di biancheria per la vestizione di camere e tavoli, che poi saranno ritirati e lavati – sanificati e riconsegnati. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, l’attività di noleggio e sanificazione della biancheria e dei tessili ha registrato mediamente un – 45% per le strutture alberghiere e – 35% per quelle della ristorazione con previsioni per ottobre di un ulteriore contrazione del 10% rispetto a settembre. “Ci stiamo riavvicinando velocemente – dichiara Marco Marchetti, Presidente di Assosistema Confindustria – ai drastici cali del periodo febbraio–maggio. Questo trend negativo conferma le stime che a fine 2020 prevedono una perdita di fatturato di circa 400 milioni di euro e una riduzione dei posti di lavoro di circa 5.000 unità”. Le grandi città d’arte – continua Marchetti – dove la mancanza di turisti da oltre Oceano e di gruppi internazionali, di manifestazioni e di business,  a settembre ha portato ad una riduzione dell’attività delle lavanderie industriali, rispetto allo stesso periodo del 2019, pari a: Milano, Venezia e Roma – 72%, Napoli – 76% e Firenze – 70% ma a seguito della nuova situazione che si sta delineando torneranno a breve a segnare ulteriori diminuzioni pari al – 85-95%”. A tal proposito rilascia dichiarazione Vincenzo Rochira imprenditore del settore (associato a Confederazione PMI Italia): ” è da tempo che chiediamo aiuti mirati che ci consentano di superare con strumenti adeguati la grave crisi economica legata al Covid – 19. Certamente è la mancanza di turisti stranieri che si ripercuote nelle città d’arte come Roma e Napoli. Questi fruitori non ritorneranno molto presto, addirittura per Natale si prevede ulteriore chiusura e i dati per fine anno non potranno che peggiorare. Si rende necessario quindi un tavolo d’incontro per confutare le migliori soluzioni possibili auspicando che la prossima stagione turistica possa essere di grande ripresa. Aggiunge il Presidente Tommaso Cerciello di Confederazione PMI Italia, sarebbe auspicabile che sia il Governo Centrale che quello Regionale aiutino di concerto la filiera che vede coinvolti i tessitori – le lavanderie industriali – i ristoratori e gli albergatori, tutti legati l’uno all’altro. I posti di lavoro a rischio sono migliaia cosi come le aziende e le società che rischiano la chiusura. 

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Giovanni Rochira

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